Le mie opinioni sull'HI-FI

Ci sono persone che, alla
fisiologica percentuale di feticismo legata a questo hobby (così come avviene per la fotografia di famiglia in medio formato, il ciclismo della domenica su bicicletta professionale e tutti i tipi di collezionismo), uniscono un sano tentativo di
ricreare le emozioni che provano in sala da concerto o a teatro o durante la performance
live.
Io spero di rientrare in questa categoria, lascio alla mia parte feticista solo l'entusiasmo per il design, in particolare per i componenti
Luxman fra gli anni 70 e l'inizio degli '80.
Checchè se ne dica, i componenti di gran lunga più importanti di un buon impianto HI-FI sono
1 - le
sorgenti (
lettori di CD/DVD,
radio e soprattutto gli insuperati
giradischi analogici con le loro
testine, o
fonorivelatori)
2 - i
diffusori (le cosiddette casse, che contengono gli
altoparlanti)
3 - la
STANZA D'ASCOLTO, un componente spesso dimenticato, ma che fa la differenza fra alta fedeltà e rumore, indipendentemente da tutto il resto: chi volesse sincerarsi dell'importanza dell'argomento provi a portarsi una banale radiolina a spasso per la casa, facendo attenzione alla differenza di suono che c'è fra l'ingresso, il salotto e la stanza da bagno...
Diciamo che queste tre cose, insieme, determinano il 99,99% del risultato finale, i cavi, la classe di funzionamento degli amplificatori, l'eventuale presenza di valvole nei circuiti e loro marca/anno/qualità ecc., tutto insieme, fanno, se tutto va bene, il restante 0,001%.
A quanti si accingono a spendere grosse cifre per i cavi o per amplificatori a valvole e anemiche ma raffinatissime cassettine dotate di altoparlantini da 6 pollici (carini... sembrano veri!) per poi dover ascoltare la musica in presenza di rimbombi e risonanze degni della caverna di Polifemo e ad un volume tale da non disturbare i vicini (di questi tempi è meglio non scherzare con i vicini...), suggerirei di tenersi i vecchi componenti e investire le proprie risorse in un seppur minimo
trattamento acustico del locale: non se ne pentiranno.
Sfortunatamente, le sorgenti analogiche e i diffusori di buona qualità sono intrinsecamente piuttosto complessi, costosi e GRANDI, soprattutto questi ultimi.
Inoltre, col tempo diventano sempre più rari, soppiantati dalla
spazzatura digital/multimediale in voga oggi e dal
vodoo ultracostoso e molto spesso inascoltabile dell'
HI-END, figlio della
psichiatria e del
marketing (lasciatemelo dire, col marketing
ce campo).
Un buon impianto composto di giradischi analogico, testina ed elettroniche di fascia medio/alta e diffusori a tromba degli anni 70/80, restaurati e correttamente posizionati in un ambiente idoneo (costo intorno a 2/3000 euro, e altrettanto per un kit di trattamento acustico) è perfettamente in grado di far scomparire qualsiasi carabattola dei giorni nostri alloggiata nel salotto medio, comprese le chimere da 30, 40, 50.000 euretti e più.
Anche se hanno i cavetti in oro massiccio estratto in una notte di luna piena sul monte Fuji.
Provare per credere.